Giovedì, 05 Dicembre 2019 08:00

Volontarietà: il nostro principio d’azione

Scritto da Nicolò Bertolini

Lo sappiamo, ne hai visti tanti. Avrai visto anche noi, con la nostra giacca rossa, con la nostra divisa o il naso rosso, con quelle lunghe uniformi bianche, o azzurre. Ci avrai visti con gli stivali o i guanti, con le biciclette o con i pulmini.

Ne avrai visti di volontari. Ma esattamente ti sei chiesto cosa siamo?

Non siamo supereroi. Ci hai visti bene? La divisa rossa non è quella di Flash. Gli stivali non sono quelli di Batman. La nostra forza non è quella di Hulk. E le ragazze non sono Wonder Woman. I nostri servizi non sono atti di Superhero, le nostre avventure non sono quelle di Superman. No, non siamo leggenda…

Non siamo angeli, non facciamo miracoli, ma vi possiamo assicurare che in quel momento ce la mettiamo tutta. E anche così non ci sembrerà mai abbastanza, ci rimaniamo male anche noi! Siamo umani, abbiamo dei sentimenti... E facciamo i nostri peccati. Una battuta di troppo, qualche multa, a volte ci guardiamo con aria di sfida, altre volte lanciamo occhiate maliziose osservando qualcuno che ci piace in modo particolare. Poi le imprecazioni. Per un servizio che si preannuncia particolarmente complicato, oppure quando finisce male. Non scendiamo dal cielo con le ali, la cetra e l’aureola. Scendiamo dai nostri mezzi con zaino e monitor e... sì a volte il destino lo scriviamo noi.

Non siamo dei soldatini. Non marciamo in fila per sette con il resto di due. Anzi non marciamo proprio. Non facciamo nessun giuramento di fedeltà né allo Stato né all’Associazione, anche se ovviamente accettiamo di seguirne i principi e di diffonderli il più possibile, perché li sentiamo parte di noi. Non abbiamo un motto da gridare al vento o da tatuarci sul braccio. Non facciamo parate, inni, fanfare o picchetti d’onore. L’unica fila ordinata che sappiamo fare è quella davanti alle macchinette del caffè.

Non siamo esaltati. Smettetela di chiamarci così. Non siamo incollati al telefono ad aspettare la chiamata, non andiamo al bar in sirena, non urliamo “Libera!” quando il defibrillatore scarica… Mi spiace. Mi sa che avete visto troppi film americani.

Non siamo dei perdigiorno. Ognuno di noi nella vita fa qualcosa. E fa qualcosa della propria vita. Studiamo, lavoriamo, abbiamo tante cose da fare. Cose che per qualche ora alla settimana mettiamo da parte, mettiamo in stand-by.

Non siamo infallibili. Anche noi sbagliamo. E spesso sono errori che ci fanno rimanere male, errori che ci portiamo anche fuori dalla sede, pensieri del tipo “Potevamo fare di più?” “Poteva andare meglio?”

Non siamo improvvisati. Eh no! Non saliamo su quelle ambulanze senza una preparazione, non facciamo formazione senza essere formati noi a nostra volta. Facciamo corsi, retraining, altri corsi, brevetti, moduli, qualifiche, altri corsi, BLSD, TSSA, MSA e chi più ne ha più ne metta! E questo vale per chi sale su un’ambulanza certo, ma vale ancor di più per chi decide di lavorare nel sociale, con i bambini malati, o con gli anziani, o per quei giovani che decidono di portare la propria esperienza nelle scuole, nelle piazze, per coloro che parlano di temi sottanti come il bullismo, le malattie sessualmente trasmissibili e tanto tanto altro! Noi viviamo anche di formazione!

Non siamo immuni. Spesso i servizi ce li portiamo a casa. In testa. O nel cuore. Ci portiamo a casa sguardi, parole, emozioni. Non ci lasciamo scivolare tutto addosso ma spesso ne rimaniamo impregnati. E ci portiamo a casa esperienze, avventure, risate di una serata in compagnia, le occhiaie per aver dormito poco e la gastrite per aver esagerato con la pasta al tonno.

Non siamo migliori di te. Solo perché dedichiamo qualche ora agli altri non ci crediamo delle persone migliori, non stiamo meglio di coscienza, non ci sentiamo i “buoni samaritani”. Tutti luoghi comuni. Smentiamoli una buona volta.

Siamo volontari. Puri e semplici volontari.

Chiamateci così.

Buona Giornata Mondiale del volontariato.

Da parte di tutti i Volontari di Croce Rossa Parma.

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