Sabato, 25 Giugno 2022 15:00

Lorenzo Allodi, un volontario CRI Parma tra i vincitori del XIII Concorso Nazionale “Un ospedale con più Sollievo”

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È Lorenzo Allodi il vincitore del XIII Concorso Nazionale “Un ospedale con più Sollievo”, promosso dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, insieme al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Volontario della Croce Rossa Italiana - Comitato di Parma e studente di Tecniche di Radiologia Medica per immagini e Radioterapia all’Unipr, Lorenzo si è aggiudicato il premio Alessandra Bisceglia, riservato alla sezione universitaria del concorso, con il racconto autobiograficoEmpatia e parole che curano per un ospedale con più sollievo”.

Testimonianze di un soccorritore

Il testo “testimonia la forza dell’esperienza maturata come milite della Croce Rossa” e, attraverso la narrazione di tante piccole, grandi storie accompagna ad una profonda riflessione su quanto empatia, ascolto, comprensione e umanità siano elementi fondamentali nel percorso di cura del paziente, tanto quanto le terapie farmacologiche.

Prendendo spunto dagli incontri fugaci che caratterizzano il turno di un soccorritore d’ambulanza, Lorenzo dà ai pazienti un volto, un nome, una storia che è insieme personale e universale.

Gianni, Rita, Giulia non sono malattie o percorsi di cura, sono la forza e la paura, la gratitudine e l’incertezza di quanti si trovano a combattere battaglie che sembrano invincibili.

Il ruolo dell’empatia nel percorso di cura

Sostenuta da numerosi studi e ricerche scientifiche, citati nel testo di Allodi, l’importanza di prestare ascolto alla persona e non solo alla malattia, è ben sintetizzata dalle parole di Patch Adams: “Curando la malattia si può vincere o perdere, ma curando la persona vi garantisco la vittoria a prescindere dai risultati”.

È questo il fulcro del messaggio che Allodi vuole trasmettere ai lettori e a coloro che lavorano quotidianamente nei contesti ospedalieri, dove la relazionalità e l’empatia rischiano di passare, troppo spesso, in secondo piano.

A questo si affianca, poi, la testimonianza di una generazione che si mette in gioco, si dona al prossimo ed è capace di conservare una profonda umanità anche nei contesti più difficili.

"Nella mia esperienza in Croce Rossa – spiega Allodi- ho imparato che di fronte alla potenza dei sentimenti provati da un paziente (paura, angoscia, disorientamento, sfiducia, ma anche voglia di reagire e di lottare), all’operatore sanitario non rimane che una cosa da fare: ascoltare tutte le sue emozioni e condividerle ‘con i suoi occhi’, capendo fino in fondo quello che sta provando e dare, così, sollievo alla persona sofferente".

cri

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