Venerdì, 01 Marzo 2019 16:32

Lucas al fianco degli equipaggi della Charlie 30

Da sempre Croce Rossa Italiana - Comitato di Parma si adopera per lavorare al meglio, utilizzando strumentazioni all’avanguardia per garantire standard qualitativi molto alti in tutte le attività che svolge, siano essere quelle più comuni, oltre che, a maggior ragione, quelle in cui si va ad operare per garantire la salute delle persone!

Rientra in quest’ottica il nuovo “aiutante”  che l’equipaggio in servizio sull’automedica Charlie 30 di Croce Rossa Parma avrà presto al suo fianco durante quei servizi che richiedono il massaggio cardiaco. La Charlie 30 potrà infatti contare sul modernissimo sistema di compressione toracica LUCAS 3, versione 3.1 (d’ora in poi solo LUCAS).

Gli addetti ai lavori ricorderanno i primi dispositivi in grado di eseguire una RCP meccanica, ricorderanno il peso e l’ingombro, ma si sa, la tecnologia avanza in modo rapido ed inesorabile, ed il risultato sono dispositivi sempre più all’avanguardia, facili da utilizzare, ma soprattutto estremamente efficaci.

Presentato qualche sera fa ai medici che prestano servizio in Croce Rossa Parma, LUCAS rappresenta uno dei migliori sistemi di compressione toracica automatizzata, leggero e di facile utilizzo, in grado di garantire ai pazienti in arresto cardiaco compressioni toraciche efficaci, costanti e continue secondo le linee guida dell'American Heart Association (AHA) e dell'European Resuscitation Council (ERC) per la rianimazione cardiopolmonare. Nasce per l’utilizzo in Emergenza/Urgenza, direttamente sul luogo dell’accaduto, durante lo spostamento del paziente, durante il trasporto in ambulanze terrestri o elitrasportate, oltre che, ovviamente, negli ospedali e nei laboratori di emodinamica. Questo significa che può essere usato in tutte le situazioni climatiche ed ambientali, senza che ne venga pregiudicata l’efficienza. È totalmente isolato e può quindi essere usato in contemporanea con il defibrillatore automatico, semi-automatico o manuale, oltre che non risentire degli agenti esterni, come acqua e polvere. Ha infatti ottenuto la Classificazione IP 43 (protetto contro corpi solidi superiori a 1 mm di diametro e protetto contro le cadute di gocce d’acqua o pioggia fino a 60° dalla verticale, per i più tecnici), oltre ad essere un’apparecchiatura di tipo BF a prova di defibrillatore(come detto prima), ad alimentazione interna (la batteria è chiaramente IP 44, ovvero l’acqua proveniente da tutte le direzioni contro il contenitore non provoca alcun danno).

LUCAS si è contraddistinto per la rapidità e facilità di montaggio, bastano infatti una decina di secondi, per un utente inesperto, per applicare ed avviare il dispositivo, che dopo aver eseguito le prime compressioni con una forza crescente, continuerà a funzionare in modo costante, sia eseguendo la modalità 30:2 per permettere le insufflazioni, sia in modalità continua. Il montaggio è rapido, una volta posizionata la piastra rigida sotto la schiena del paziente, l’aggancio del massaggiatore è rapido e semplice, con incastro automatico dei ganci che lo fissano alla piastra. Adatto a qualunque tipo di paziente, non presenta limiti nel suo utilizzo, se il sistema si può montare sul paziente, allora LUCAS può massaggiare in modo efficace, tarando automaticamente la forza della compressione a seconda della resistenza del torace, in modo da avere compressioni costanti. Il dispositivo si autoregolerà erogando compressioni di 53 mm per pazienti con altezza dello sterno superiore o uguale a 185 mm, riducendo la profondità fino a 40 mm per pazienti più piccoli con altezza dello sterno inferiore a 185 mm. L’unico limite del dispositivo è uno sterno inferiore a 170 mm, o superiore a 303 mm.
La regola di utilizzo del LUCAS può essere riassunta in una frase di cinque parole: “se puoi montarlo, puoi usarlo!”.

LUCAS non è un sistema “chiuso”, è infatti dotato di interfaccia Bluetooth v2.1 + EDR Classe 1, per poter comunicare tutte le statistiche di funzionamento ai sistemi di verifica e controllo, il dispositivo infatti registra tutti i casi in cui viene utilizzato (no audio ambientale, differentemente dai dispositivi DAE), oltre che essere in grado di ricevere nuove opzioni di configurazione, nel caso in cui(per esempio) le linee guida vengano aggiornate in futuro.
La presenza di una fascia per il collo, e di due cinghie per il polso del paziente, permettono di stabilizzare il dispositivo, la piastra di appoggio può inoltre essere fissata alla tavola spinale, per permettere un trasporto del paziente in massina sicurezza, riducendo al minimo la possibilità di spostamento del dispositivo. Il buon posizionamento del massaggiatore è infatti fondamentale per ridurre al minimo gli effetti collaterali causati da un massaggio cardiaco, soprattutto se “mal posizionato”. Perché se è vero che l'International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR) riporta effetti collaterali correlabili alla RCP4 come conseguenze comuni ma accettabili della RCP (parliamo di Fratture delle costole e altre lesioni, accettabili a fronte dell'alternativa di decesso causato da arresto cardiaco), un massaggio cardiaco eseguito con un posizionamento errato può avere effetti collaterali maggiori e più gravi, per questo un corretto posizionamento del dispositivo, e la costante verifica che lo stesso non si sposti, è fondamentale. La stessa affermazione vale ovviamente anche nel caso di un massaggio cardiaco manuale, non solo per le situazioni in cui viene utilizzato un dispositivo aggiuntivo.

A completare la dotazione del LUCAS, troviamo la possibilità di utilizzarlo sia tramite la sua batteria, che tramite l’uso di un normale trasformatore, incluso nello zaino rigido che contiene il dispositivo.

La serata di presentazione ha visto anche un vivace momento di “domande e risposte” da parte dei medici rianimatori CRI Parma, perfettamente consci dei pro e contro che hanno da sempre caratterizzato questo tipo di dispositivi.

LUCAS entrerà presto a pieno servizio sull’automedica Charlie 30, sperando sempre che vada utilizzato il meno possibile.

cri

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